Caroso Festival - XXVI Edizione
Caroso Festival
Officine Ceccacci OC Progetti
6 agosto - 8 agosto
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08 Ago 2021

MICHELE DI FILIPPO

CAROSO FESTIVAL Lanuvio: Teatro Comunale Don Bosco via San Lorenzo, 8 21,00

INGRESSO GRATUITO SU PRENOTAZIONE al numero 328 2729468 dal 25 Luglio.

CAPIENZA LOCALE:  50 PERSONE

MICHELE DI FILIPPO

CONCERTO: Omaggio a Dyens

Il rapporto tra Roland Dyens e la chitarra inizia all’età di nove anni, ha radici tanto profonde che si fatica a distinguere nelle sue opere il chitarrista dal compositore. Compositore arrangiatore, improvvisatore, Roland Dyens - che aveva studiato chitarra con Alberto Ponce e composizione con Désiré Dondeyne - ha fatto della creazione la sua ragione di vita artistica. Dall’insegna- mento - che svolgeva presso il Conservatoire National Supérieur de Musique di Parigi - all’arrangiamento, dalla composizione fino all’interpretazione dei suoi brani, tutto era creazione: era capace di creare esperienze sonore e musicali che iniziavano dal nulla, per incantare il pubblico con opere e creazioni improvvisative e geniale che riusciva a mettere per iscritto senza che perdessero la loro spontaneità e forza evocativa. La selezione di opere scelte per questo progetto discografico rappresenta una ricerca di quelle esperienze sonore, mostrando l’ecletticità del Dyens compositore e le diverse esperienze in cui si è cimentato. Santo Tirso è il brano di apertura di questo viaggio nell’arte musicale del compositore francese e da cui si possono cogliere i contrasti e le anime di quest’ultimo. La delicatezza tematica fusa in una tecnica virtuosistica richiesta all’esecutore portano a vivere emozioni ben distinte e preparate in quello che è un itinerario musicale dedicato alla cittadina portoghese a nord di Porto. l seguente gruppo di composizioni i Trois pieces polyglottes confermano l’essenza del linguaggio di Dyens. Il titolo suggerisce molto bene l’intenzione di voler parlare con la musica lingue diverse e portare oltre la prassi chitarristica. I tre brani pur non essendo legati da riferimenti musicali oggettivi, hanno però in comune l’approccio di esplorare le possibilità del linguaggio, seguendo comunque uno schema logico.
Il primo brano (Sols D’Ièze) è basato su una strutturata improvvisazione in forma di variazione che ha come protagonista la nota Sol diesis; il secondo rappresenta il legame intimo che c’è tra la tradizione popolare, la danza e la musica in un valzer delicato e leggero ma ricco di dettagli; il terzo (Flying wigs) invece è un brano introspettivo e malinconico in cui però rimangono chiare la leggerezza e la dolcezza ed il brano fluisce come una delicata brezza marina. Segue un trittico di arrangiamenti originali per chitarra da una raccolta di canzoni francesi Revoir Paris, Syracuse, La Bicyclette, dove la maestria nell’arrangiare di Dyens rende queste canzoni popolari chitarristiche, dandone un carattere del tutto nuovo. In Songe capricorne l’esplorazione musicale del compositore francese supera i confini terrestri concentrandosi ancora una volta su elementi descrittivi. In questo descrittivismo però Dyens osservando le cose e i sogni che lo circondano ricerca se stesso mostrando ancora una volta la sua personalità limpida e chiara. Nelle Trois Saudades emergono ulteriori dettagli del profondo legame tra la musica e l’uomo Dyens. Le dediche di questi pezzi mostrano gli affetti ed gli incontri personali importanti per il compositore di Tunisi. La prima Saudades è dedicata ad Alberto Ponce, il suo maestro, un brano virtuoso ma anche molto nostalgico, quella nostalgia ed affetto che hanno in comune maestro e allievo. Nella seconda, dedicata ad Arminda Villa-Lobos, troviamo lo spirito sudamericano della cultura brasiliana ed il punto d’incontro con il grande compositore Heitor Villa-Lobos di cui ne realizzerà anche un Hommage. La terza Saudade detta anche “Fantasia” dedicata al chitarrista compositore Francis Kleyjans è a sua volta diviso in tre movimenti (Ritual, Danza, Final) ed ha come didascalia “Lembrença do Senhor do Bonfim da Bahia” e rappresenta il compendio ideale tra l’arte di Dyens e gli influssi della musica brasiliana tanto amata dal compositore di Tunisi. L’interesse per la musica popolare sudamericana latina si evince anche nel brano successivo Alba nera, costruito su un tempo di habanera. Un brano intenso ed introspettivo che racchiude in sé tutto il fascino che questo genere di musica ha e che Dyens ha trasmesso nella sua musica. Come suggeriva anche la traduzione del termine Saudades (mancanze), anche in questo brano si percepisce l’intima mancanza e ricerca del proprio spirito che attraverso la musica prende consapevolezza. La mancanza che porta Dyens a scrivere la Libre Sonatine, composizione centrale di questo lavoro discografico, divisa in tre movimenti India, Largo, Fuoco. Questo brano viene scritto a seguito di un infarto cardiaco che portò il musicista francese ad operarsi. Lui stesso diceva a riguardo: "I suoi tre movimenti sono un esplicito ritratto di quel periodo molto particolare della mia vita: prima l'India caotica (prima dell'operazione), poi il Largo (durante esso) e infine il Fuoco, in cui i ritmi sfrenati raffigurano una vera incarnazione della mia tornare alla vita”. L’ultimo brano di questo disco è un breve esempio di una raccolta di composizioni intitolate “20 Lettres”, delle lettere musicali dedicate ad amici e musicisti. Lettre encore... è una di queste, molto breve, ma che posta alla fine di questo percorso musicale vuole suggerire all’ascoltatore che il mondo di Dyens è ancora ricco di sorprese ed affreschi sonori da scoprire.

 

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